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creato: 2010 01 27
aggiornato: 2010 01 27

Google: l' 'onnipatente'.

Dopo quattro tentativi falliti Google ottiene il brevetto per MapReduce.

Patent No. 7,650,331: l'USPTO accorda a Google il brevetto su MapReduce
[...] che rappresenta una specifica implementazione di tecniche ben conosciute e sviluppate da almeno 25 anni [...] Ma le diffuse proteste non hanno impedito a Google di richiedere il brevetto su MapReduce, ne' hanno impedito all' USPTO (che in precedenza negò la richiesta 4 volte) di concederlo [...]

La prima domanda è ovvia: perchè questo cambiamento da parte dell'USPTO?
La risposta sarebbe altrettanto ovvia, noi preferiamo pensare che tale cambiamento sia dovuto al fatto che Google sia una sorta di dio (l'unica differenza tra Dio e Google è che Google esiste) e che l'USPTO abbia improvvisamente visto la luce.

Diamo uno sguardo al documento di Google:
MapReduce: Simplified Data Processing on Large Clusters

Impressionati? Convertiti? O semplicemente non credete a "Goodle" a sapete chiaramente che MapReduce è un design pattern?
Si, un semplice design pattern, un pattern architetturale, niente di più, niente di meno.
Questo tipo di soluzioni sono state adottate per decenni ed a nessuno è mai venuto in mente di arrogarsi un qualche diritto o di brevettare qualcosa.

Dovete gestire un consistente insieme di dati, archiviato in coppie chiave-valore, dividendo il processo di gestione in differenti sottoprocessi intermedi?
Avete intenzione di bilanciare il carico e incrementare le prestazioni distribuendo il calcolo di questi sottoprocessi su differenti computers?
Bene, la vostra comune, banale e ovvia idea è ora un brevetto e una causa legale penzola potenzialmente sulla vostra testa.

Potreste pensare che questo è impossibile: i software design patterns non sono brevettabili!
Un miracolo: Google è onnipotente!

O forse siete spaventati dal potere di Google?
Non abbiate paura! Google, come Dio, non può essere malvagio.